Quali sono gli errori SEO che fanno anche i professionisti del web marketing?

Quali sono i principali errori che si possono fare in una strategia SEO? In quali punti si può sbagliare miseramente e mandare un progetto in disgrazia? Ecco cosa sapere.

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Si sa che tutti possono sbagliare sul web, ma con gli errori SEO non bisogna scherzare. Fa sicuramente storcere il naso vedere problemi più o meno importanti all’interno dei siti curati per i clienti. Questo non succede solo con chi inizia.

errori SEO
Errori e posizionamento Google.

Avviene anche nei lavori di esperti professionisti. Vediamo quali sono, almeno in Italia, alcuni degli errori SEO più diffusi che spesso dipendono da disattenzioni. Ma in altri casi possono essere veri e propri problemi di progettazione.

Keyword stuffing, vecchi errori SEO da evitare

Inserire la parola chiave all’interno dei punti nevralgici (tag title, URL, tag H1) di una pagina è una fase importante del lavoro di SEO.

D’altra parte l’esagerazione diventa sovra-ottimizzazione. E la penalizzazione diventa una possibilità.

Si è parlato per molto tempo del Penguin Update rilasciato da Google il 24 Aprile 2012. Oltre a penalizzare gli schemi di link manipolati, questo aggiornamento ha colpito anche le pagine con una eccessiva keyword density. O con un uso artificiale della stessa parola chiave.

Oggi la SEO si fa diversamente

Invece di ripetere la stessa keyword, magari in modo insistente, è molto più efficace utilizzare il concetto di LSI keyword e arricchire il testo con parole chiave che hanno un’affinità con quella principale. In modo da avere un contenuto di qualità.

Ovvero utile all’utente, leggibile e non artificiale. Il lavoro di SEO copywriting diventa un modo per capire cosa vogliono le persone e restituire il miglior risultato.

Da leggere: cos’è il posizionamento SEO su Google 

Contenuti di scarsa qualità: ecco cosa manca

In un’epoca di mantra come content is king, l’attenzione alla qualità dei contenuti è diventata essenziale. Come si riconosce un articolo di questo tipo? Non esiste una regola universale, ma tendenzialmente si possono considerare i seguenti punti.

Un testo breve non è per forza di bassa qualità

Se il post è in grado di rispondere in modo esaustivo alla domanda dell’utente in 400 parole, sarebbe inutile e anche controproducente ripetere costantemente gli stessi concetti solo per renderlo di 1000 parole, magari facendo uscire il lettore dal sito perché non trova immediatamente l’informazione che sta cercando.

Cura sempre la grammatica e la sintassi

Un testo con errori grammaticali potrebbe essere riconosciuto e penalizzato da Google? Secondo John Mueller, Google non valuta gli errori di battitura.

Però l’utente si troverebbe a disagio nel proseguire la lettura e probabilmente se ne andrebbe, fornendo a Google segnali negativi sull’esperienza di navigazione. Come una frequenza di rimbalzo elevata. Quindi niente scuse: devi rileggere i testi.

Evita contenuti duplicati o copiati altrove

Un terzo elemento essenziale per giudicare la qualità dell’articolo è l’originalità del pezzo, dato che pubblicare paragrafi o interi testi copiati altrove senza offrire valore aggiunto per il lettore, costituisce il classico problema dei contenuti duplicati.

Poca attenzione a tag title e meta description

All’interno di alcuni meta tag Google di una pagina è bene rispettare la lunghezza e l’unicità per evitare di incappare in problematiche SEO. Qualche esempio concreto?

Devi lavorare sul microcopy. Un tag title ottimale si aggira intorno ai 50-60 caratteri. Considerando che in realtà ciò che conta è la larghezza visiva, dato che Google mostra i primi 600 pixel e il taglio avviene in base alle dimensioni dei singoli caratteri.

A questo punto un esempio può aiutare. Nella parola wurstel la lettera “w” occupa molto più spazio della “l”. Nell’immagine seguente vediamo la dimensione diversa di un titolo con 10 ripetizioni della lettera “I” rispetto alla lettera “W”.

Confronto tra tag title differenti.

Altra cosa importante è evitare di ripetere due o tre volte la stessa parola chiave. Perché già il titolo è corto e dobbiamo sfruttare ogni singolo pixel per evitare sovraottimizzazioni. Per cui si può aumentare la rilevanza con varie LSI keyword.

Ottimizzazione della meta description

Per quanto riguarda la meta description il limite è di circa 160 caratteri. Nonostante non sia un fattore SEO di tipo diretto, sicuramente è determinante nell’attirare il visitatore a scegliere il risultato grazie ad un copy persuasivo e accattivante.

In entrambi i casi va considerato che è sempre bene usare originalità e unicità, aspetti fondamentali da un punto di vista del digital copywriting su internet.

Ma che giocano anche un ruolo fondamentale per evitare di essere considerati come contenuti duplicati e comportare di conseguenza problematiche sul lato SEO.

Comprare link: un modo per farsi penalizzare

Acquistare backlink è una pratica diffusa. Questo anche se da almeno un decennio, quando e se viene scoperta, risulta essere fortemente penalizzata da Google attraverso una vera e propria azione manuale visibile nella Search Console.

Vista così, sembra quasi che comprare link sia vietato in assoluto. Ma esistono delle eccezioni e soprattutto c’è un modo corretto per farlo in modo legittimo.

Cosa è un link a pagamento?

I brand hanno esigenze di ottenere collegamenti in altri siti a fini promozionali. Considerando che in molti casi questi collegamenti procurano anche traffico di tipo referral, diventa un vero e proprio canale per fare web marketing.

L’unica accortezza per fare operazioni di questo tipo senza essere penalizzati da Google, è l’utilizzo dell’attributo rel=”nofollow” all’interno del link HTML.

errori seo e link nofollow
Esempio di nofollow. Quali sono i tuoi errori seo?

L’errore SEO è quello di affrontare tutto questo senza la dovuta esperienza, mettendo a rischio il sito web dei clienti. Google ha anche introdotto il nuovo attributo rel=”sponsored” in grado di identificare link creati per una campagna advertising.

Errore SEO: una struttura del sito poco curata

Quando si progetta un nuovo sito web, è compito del SEO Specialist dedicare tempo per valutare la migliore struttura possibile per organizzare i contenuti del sito.

Per struttura non mi riferisco al design, ma a come tecnicamente le pagine del sito sono collegate tra loro. Provocando e avvantaggiando una serie di conseguenze.

Miglioriamo user experience e SEO

Da un punto di vista dell’utente, l’utilizzo di etichette menu chiare e link breadcrumb (briciole di pane) per la navigazione è fondamentale. Queste attenzioni consentono di capire a colpo d’occhio dove si trova all’interno del sito e quali sono le altre sezioni.

Una buona architettura del sito è utile anche per i motori di ricerca che riescono a scansionare correttamente un maggior numero di pagine, identificando:

  • Gerarchie da rispettare.
  • Contenuti più importanti.

Un altro fattore importante è costituito dai link interni ai singoli post perché consentono di collegare semanticamente i contenuti, passando link juice e rafforzando l’importanza di alcuni articoli per gli utenti e Google.

Ottimizzazione dell’URL in chiave UX e SEO

Infine, parlando di struttura del sito, non si può dimenticare l’URL (Unique Resource Locator): l’indirizzo a cui le pagine sono raggiungibili. Come avere un URL SEO friendly che sappia essere anche riferimento per le persone in carne e ossa?

  • Si sconsiglia l’utilizzo dell’underscore (_) preferendo il dash (-).
  • Meglio evitare maiuscole e caratteri speciali nell’URL.
  • Usare un URL semplice e breve, con le principali parole chiave.
  • Non fare keyword stuffing, è inutile e dannoso.

Qual è la miglior struttura URL? Sono disponibili varie opzioni in base al tipo di progetto. Ad esempio, ecco tre casi che rimandano a e-commerce, blog, sito di notizie

esempio.it/escavatori/modello-a/
esempio.it/articolo oppure esempio.it/categoria/articolo
esempio.it/2019/05/02/articolo

User experience: uno dei punti ancora ignorati

Parlare di quanto sia utile avere un sito responsive sarà ormai banale al giorno d’oggi. Ma esistono ancora vari siti che non sono ottimizzati per la fruizione da:

  • Smartphone.
  • Tablet.
  • Smart TV.

Un po’ meno banale è il discorso dell’ottimizzazione del caricamento delle pagine. Perché, nonostante la banda larga sia ormai diffusa in Italia, se il server è sovraccarico o sottodimensionato potrebbero verificarsi rallentamenti.

E uscite dal sito da parte dei visitatori. Tutto ciò sembra non avere nulla a che fare con la SEO? Sbagliato, a livello indiretto Google misura la user experience.

Pensa al pogo sticking nella SEO

Fenomeno che si manifesta quando gli utenti cliccano il bottone indietro nel browser e scelgono un altro risultato concorrente. Il grave errore SEO? Ignorare o sottostimare tutto questo valutando solo il rispetto dell‘ottimizzazione on-page.

pogo sticking
Pogo sticking spiegato da Backlinko.

Questa situazione può indicare pessima user experience e portare Google a riconsiderare il posizionamento del sito web facendoti perdere visibilità online.

Avere un sito web ottimizzato per i mobile device e con una velocità di caricamento eccellente sono sicuramente due forti vantaggi che incidono anche solo indirettamente sul posizionamento nelle serp dei motori di ricerca.

Analisi e ottimizzazione: il lavoro non finisce

Raggiungere la prima pagina e magari la posizione #0 sembra essere un buon traguardo per qualsiasi SEO specialist, ma il lavoro non finisce qui.

A questo punto bisognerà continuare il monitoraggio per assicurarsi che le posizioni rimangano stabili. Ed eventualmente attivare interventi per riportare il sito al top, aumentare la visibilità su Google in modo da ottenere il miglior risultato possibile. Magari valutando in modo chiaro la relazione tra impression e click.

D’altra parte, avere visibilità per una keyword principale ci consente di considerare l’inizio di nuovi lavori su altre parole chiave correlate e particolarmente affini. Sono query che potranno essere più facilmente spinte in alto grazie ai risultati ottenuti.

Bisogna affrontare la SEO con approccio strategico

Per fare un esempio pratico, essere in prima posizione per “frigoriferi da incasso” faciliterà il lavoro nel posizionamento di “frigoriferi da incasso marroni”. Ma per ottenere questo non basta capire dove mettere le keyword su un sito web.

Scansioni periodiche: errori SEO da scoprire

Avere un sito di centinaia o magari migliaia di pagine comporta una miriade di possibili problematiche che magari un sito vetrina da 5 risorse non avrà.

Analizza il sito con uno spider software.

Quando un progetto inizia ad avere una moltitudine di URL, non è più possibile effettuare controlli manuali aprendo il codice sorgente. Per cui è il momento di affidarsi a soluzioni alternative. Come quelle proposte da Screaming Frog. Questo tool consente di scansionare il sito come uno spider per evidenziale eventuali errori.

Ma cosa osservare e correggere?

Gli errori 404 e i link rotti non sono un fattore SEO diretto, ma non bisogna sottovalutarli. Sicuramente peggiorano la user experience. Inoltre possono disperdere link juice e procurare altre problematiche più o meno gravi.

Problema diffuso con server sottodimensionati o CMS come WordPress: il sovraccarico con la restituzione di errori 502 alle richieste di Googlebot con possibili grattacapi in base al numero e alla frequenza di queste situazioni.

Altro caso comune è la presenza di contenuti duplicati che sono stati indicizzati per errore. Magari nessuno si accorge del problema, ma forse Google sì.

Esistono molte situazioni che vanno evitate e il modo più efficace è di utilizzare un crawler a pagamento come Screaming Frog o almeno monitorare la Search Console.

Da leggere: ottimizzazione SEO WordPress

I tuoi errori SEO: altre idee per la lista?

Per concludere, esistono diversi errori commessi da principianti e anche da professionisti. Ma, qualunque sia la causa, è sempre bene cercare di intervenire per risolvere il problema, considerando che potrebbe determinare un miglioramento del posizionamento nelle SERP di Google con un conseguente aumento di traffico.

Non va poi dimenticato che la SEO e tutte le regole che la compongono sono soggette alle preferenze di Google che nel tempo possono mutare notevolmente.

Non si può separare il continuo monitoraggio del sito da una buona dose di formazione e aggiornamento. Soprattutto alla luce dei cambiamenti nell’ultimo periodo. Quali sono, secondo te, i principali errori da evitare per un SEO?

4 COMMENTI

  1. Un altro errore molto comune è la creazione casuale e numerosa di tag.
    Noto questi errori soprattutto sui siti WordPress, in cui è molto semplice inserire tag.
    I tag sono dei raggruppatori, delle etichette, proprio come le categorie.
    Sono “trasversali” anzichè gerarchiche come le categorie, ma il concetto è comunque uguale.
    Il problema è che la gente crede che i tag siano parole chiave da inserire nei propri contenuti, e questo porta alla generazione automatica di centinaia (quando non migliaia) di pagine inutili, spesso non indicizzate in quanto ritenute “thin content” da Google.

    • Il tema del “thin content” dei tag di WordPress è ancora molto attuale.
      Personalmente non sono mai stato un amante dei “Tag Archive”, anche se comprendo che in alcuni casi possano essere utili all’architettura del sito.

    • Eccomi, presente!! 🙂
      Quando ho iniziato a curare il blog non ero affatto “imparato” e leggendo questo articolo risulta evidente quando sia necessario un continuo aggiornamento: insomma non si finisce mai di imparare.
      Comunque questo dei “tag” è stato un errore pesante per me perché pensavo che i tag di wordpress fossero un po’ come gli hashtag di Instagram, penso, a suo tempo, di averne inseriti a centinaia!
      Quando poi mi sono reso conto dell’errore li ho cancellati senza tanti problemi con conseguenti errori 404 a raffica…Per non farmi mancare nulla, ho anche cancellato un plugin che mi traduceva oltre 400 articoli in 4-5 lingue con relativi url dedicati, e vai con altri errori 404. Ci avrò messo un anno a sistemare tutto!

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