Di Riccardo Esposito | Pubblicato il - Aggiornato il
L’impaginazione di un articolo è il modo in cui strutturi un testo su un supporto, può influire sulla leggibilità e sulla capacità del lettore di comprendere il contenuto. Ecco i suggerimenti per impaginare un articolo in modo efficace.
Per impaginare un articolo (online e offline) io seguo una linea: informare il lettore rispetto il topic principale e semplificare la navigabilità del sito web. Mi basta questo per rispettare anche le regole imposte da Google? In parte sì. Ma non basta.

Bisogna rendere facile la vita al lettore, sia quello che usa la versione desktop del tuo documento che quella presentata su smartphone. Ecco, quindi, come impaginare un documento su una pagina web, prendendo spunto dal lavoro che svolgi su Word.
Indice dei contenuti
Scegli una struttura di pagina adeguata
Per impaginare un articolo devi fare in modo che la struttura sia adeguata. In primo luogo devi scegliere un template che impedisca la creazione di righe troppo lunghe.
Qual è la dimensione ideale? Meglio rimanere tra 45 a 75 caratteri. Altre misure importanti per capire come impaginare un articolo scritto con attenzione e passione.
| Grandezza del font body copy | 16 px. |
| Lunghezza della riga | 65 parole. |
| Interlinea tra le righe | 1.5 di altezza. |
A tutto ciò bisogna aggiungere la distanza tra parole e lettere, due elementi che aiutano a impaginare testi online e offline seguendo l’estetica della scrittura.
Da leggere: come scrivere un articolo di giornale
Scrivi un tag title con le giuste keyword
Il titolo blog, quello che inseriamo nella sezione <head> della pagina grazie a WordPress SEO By Yoast, è uno degli elementi più importanti per l’ottimizzazione. In parte è ancora così, dal tag title Google intuisce qual è il topic del documento.
Vale lo stesso per gli utenti che guardano la serp grazie anche al contributo della meta description. Quindi, come si scrive un titolo per la SEO? In passato tutto ruotava intorno a una semplice combinazione di keyword principale più correlate.

Oggi puoi lavorare su una scrittura semplice e diretta: comunica l’argomento dell’articolo o della pagina in circa 65 battute. Una headline breve e descrittiva, con un uso delle parole chiave naturale, è la cosa migliore per il SEO copywriting.
Attenzione alle keyword nel tag title, fondamentali per un corretto posizionamento. Il titolo è ancora uno dei parametri fondamentali per la SEO on-page. Per il W3C:
The title should ideally be less than 64 characters in length. That is, many applications will display document titles in window titles, menus, etc where there is only limited room. Whilst there is no limit on the length of a title (as it may be automatically generated from other data), information providers are warned that it may be truncated if long.
www.w3.org
Quanto deve essere lungo il tag title? Il mio consiglio è quello di non superare le 60 – 64 battute altrimenti nella serp verrà smorzato. Ricorda che Google non conta il numero dei termini ma i pixel delle lettere, quindi il numero resta molto variabile.
Aggiungi una meta description al post
Come impaginare un articolo? Inserendo la meta description che appare nella serp di Google e anticipa il contenuto. Anche se questa stringa di testo non fa parte nella pagina web è giusto includere la stesura del micro-contenuto in questione negli obblighi di chi si occupa dell’impaginazione e della struttura dell’articolo.

Non perdere troppo tempo con le keyword: Google non le indicizza e non le considera. Se usi un numero superiore di lettere rischi di avere una meta description troncata, non indicativa del contenuto che hai pubblicato.
Scrivi un tag H1 chiaro per il lettore
Spesso il tag H1, vale a dire il primo livello di heading che si usa in una pagina web, viene visto come elemento della SEO on-page nel quale inserire a tutti i costi la main keyword. Ovvero la parola chiave più importante. Magari circondata da correlate.
La guida ufficiale di Google che John Mueller, in un suo webinar, sottolineano che usare questo elemento (e gli heading dall’H1 all’H6) è utile per organizzare la struttura della pagina. Non per posizionarla grazie all’uso delle parole chiave.
John Mueller tende a seguire una linea: i tag H1 sono utili ma non decisivi. In primo luogo tende a sottolineare che non esiste un numero ideale e che una pagina web può posizionarsi bene con più H1 o in totale assenza di questo elemento.
Che resta un passaggio importante per definire l’architettura della pagina ma – secondo John Mueller – non è un elemento critico per l’ottimizzazione SEO.
Aggiungi un sottotitolo al tuo blog
La buona impaginazione pretende anche un lavoro dedicato all’above the fold. Devi rendere più chiara possibile quest’area e lo puoi fare con un sottotitolo proprio sotto all’H1. Scegli un tema WordPress con questa funzione o aggiungi un plugin.
Carica un’immagine di apertura nel post
Impossibile affrontare un argomento ampio come quello delle immagini, ma tra le mille sfaccettature io ne estrapolo uno: le foto a cui manca il testo alternative. O che usano la sigla data dalla macchina fotografica come tag alt. Facciamo una checklist:
- Usa keyword nel tag alt e nel nome immagine senza esagerare.
- Descrivi le immagini, se necessario, con didascalie e attributo title.
- Scegli ottime immagini, comprimile senza rinunciare alla qualità.
- Non dimenticare le dimensioni delle immagini nel post.
Sai cosa sono le basi su Canva? Dei modelli predefiniti che ti consentono di avere uno standard già pronto. Così quando vuoi creare una grafica, magari vuoi scrivere sulle foto o aggiungere qualche forma geometrica, devi solo cambiare la base.
Inserisci un menu interno nel post
Hai pubblicato il tutorial perfetto. I paragrafi sono indispensabili, ma per migliorarne l’usabilità (soprattutto se nell’articolo ci sono immagini e video) puoi creare un menu con ancore interne. Ovvero link che portano a parti precise dell’articolo.
L’utente può scegliere subito l’argomento, risparmiando tempo prezioso. Inoltre Google riconosce questa pratica e nello snippet può inserire anche i link interni. Come creare un menu interno su WordPress? Basta usare Table of Content Plus.
Crea URL SEO friendly delle pagine web
Quanto mi dispiace vedere quei blog con le URL che riportano solo numeri, punti interrogativi e lettere senza senso. E pensare che per avere una URL SEO Friendly su WordPress basta andare nella sezione Setting e poi in Permalink.

Ovviamente questo settaggio è bene farlo appena hai aperto il blog, in modo da iniziare a pubblicare già con la URL amica dei motori di ricerca, e non dimenticare che anche nei singoli post di WordPress c’è la possibilità di riscrivere il permalink.
Crea la gerarchia del testo con gli header
Nella guida ufficiale di Google c’è un ampio riferimento all’argomento heading. In primo luogo H2 e H3 non devono essere usati per dare forma al testo o per mettere in evidenza degli elementi. Puoi usare il grassetto o il corsivo per questo.
E non devono neanche essere inseriti con inutile abbondanza, solo per forzare keyword. Si usano solo quando servono in una pagina web.
Ovvero per dare una struttura del blog. E per far capire alle persone, ma anche al motore di ricerca, temi e gerarchie del contenuto. Evitando, però, di fare il solito gioco dell’aggiungere una parola chiave e sedersi in poltrona ad aspettare miracoli.

Sempre in uno dei suoi webinar Mueller suggerisce che le keyword nelle intestazioni non sono sinonimo di un ranking migliore. Al tempo stesso, però, i titoli della struttura aiutano a comunicare qual è il tuo argomento e come lo hai affrontato.
I tag di intestazione (gli heading) sono importanti, li devi usare per comunicare meglio, non per influenzare in modo schematico il posizionamento nella serp.
L’importante è non inserire H2 e H3 solo per soddisfare le esigenze di una qualche esigenza SEO. Google, come suggerisce John Mueller, usa i titoletti per capire la struttura del post ma è una necessità legata alle misure di un articolo.
Devi eliminare il superfluo dal testo
Il blocco dello scrittore è l’incubo di chi ha paura di scrivere poco, ma la battaglia si combatte anche contro il superfluo. Perché i sul web ti devi giocare bene i secondi che un lettore ti concede e devi catturare subito la sua attenzione. Quindi…
- Taglia avverbi e aggettivi.
- Semplifica i periodi.
- Usa forme verbali poco impegnative.
- Vai subito al nocciolo della questione.
Ancora un consiglio. Quando hai finito di scrivere il tuo articolo lascia la scrivania, stacca gli occhi da quello che hai creato e fai altro. Magari controlla l’email, rispondi alla chat di Facebook che hai ignorato e poi riprendi il mano quello che hai scritto.

La semplicità non è banalità. Un testo leggibile è semplice, capace di arrivare al nocciolo della questione senza perdere tempo. E senza far perdere tempo. l’attenzione è tutto sul web: rispettala immediatamente dall’above the fold.
Ottimizzare la formattazione dei tuoi post
Un evergreen, ovvero la formattazione del testo. Le difficoltà che incontro con maggior frequenza sono poche e si contano su una mano:
- Grassetto assente o eccessivo.
- Maiuscolo dominante.
- Corsivo messo a caso.
- Blocchi di testo spaventosi.
- Font del blog differenti.
Un dramma. C’è realmente bisogno di una guida alla formattazione ma, a volte, basta seguire un po’ di buon senso e le regole principali della buona scrittura.
Grassetto, corsivo e sottolineato. Questa è la formattazione che usiamo nella maggior parte dei casi. Poi dividiamo il testo in paragrafi, ognuno dedicato a un argomento.

Al massimo una lista puntata. Ma ci sono delle funzioni della formattazione che dovresti usare senza esitazione. Tra queste c’è il tag blockquote per identificare una citazione. Devi scrivere righe di codice HTML? Come impaginare un articolo?
Non improvvisare, fallo nel modo giusto: includi il testo nel tag code. Vuoi inserire una frazione, un numero al quadrato o una normale E maiuscola con accento?
Usa la funzione “inserisci simbolo”. Ci sono anche una serie di scorciatoie per la formattazione WordPress, e un plugin per inserire l’editor avanzato: TinyMCE.
Allinea il testo del contenuto a bandiera
Come impaginare un articolo? Con formattazione a bandiera, la soluzione migliore per migliorare la leggibilità dei contenuti. Sia online che offline.
Perché preferire l’allineamento a bandiere ed evitare quello giustificato? Semplice, quest’ultimo crea spazi innaturali tra le parole con relativi problemi di leggibilità.
Aggiungi tag e categorie dell’articolo
Un uso eccessivo di tag e categorie può portare problemi in termini di usabilità e SEO. Io utilizzo al massimo 3 tag per articolo, se non altro per non confondere il lettore con rimandi insensati. Ovviamente ogni articolo va in 1 categoria.
Esiste un numero massimo di tag e categorie in un blog? No, ma non devi esagerare: queste tassonomie devono essere creare solo se servono. Altre domande?
Da leggere: minimo 300 parole per un post
Misure utili per impaginare un articolo
Scoprire come impaginare un articolo vuol dire anche conoscere le regole del gioco. Vale a dire? Ecco qualche misura da conoscere prima di iniziare a scrivere.
Tag title: circa 60 battute
Il titolo dovrebbe contenere meno di 65 caratteri. Molte applicazioni usano i titoli dei documenti web nelle finestre, nei menu, dove lo spazio è limitato. Non ci sono limiti alla lunghezza di un titolo, ma potrebbe essere troncato se appare troppo lungo.
Meta description: 145 caratteri
Quanto deve essere lunga la meta description? La lunghezza per Google è di 920 pixel, fino a 158 caratteri. Sul mobile, il limite è di circa 680 pixel (120 spazi).
Titolo post (H1): anche 120 battute
L’ <h1> è un elemento-chiave dei tuoi post e condivide gli stessi parametri del tag title: lunghezza limitata e buone keyword sono elementi indispensabili.

Ma con il tag H1 puoi essere generoso in termini di lunghezza. Io, infatti, mi spingo fino alle 120 lettere e spazi. Per approfondire leggi come usare H1, H2 e H3.
Numero di H2 e H3: dipende sempre
Non esiste un numero definito di H2 e H3 in un articolo. Tutto dipende dalla struttura del post: se si tratta di una notizia, può anche non avere paragrafi, mentre un tutorial o un cornerstone content sarà sicuramente ben definito dall’heading.
Lunghezza permalink: 3 o 4 parole
L’utilizzo delle keyword nel permalink è significativo per un buon posizionamento della pagina web ma non bisogna esagerare: usa massimo 3 – 4 parole chiave. C’è un limite massimo? Gli URL con più di 2.000 caratteri non funzionano nei browser.
Lunghezza ideale del testo: dipende
Quanto deve essere lungo un articolo del blog? Alcuni sostengono la regola delle 300 parole minimo, in realtà non c’è una soluzione unica. Dipende dal tema. Ecco perché è così importante conoscere come impaginare un articolo su WordPress.
Categoria: Blogging