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Web Writer professionista: occhio alla rilettura

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Credi che il tuo migliore biglietto da visita sia il contenuto dei tuoi articoli? È così. Ma per ottenere credito come web writer devi stare attento – attentissimo – anche alla forma di ciò che pubblichi.

Perché la differenza tra un blogger amatoriale e un web writer professionista la fa (anche) il saper scrivere in modo corretto. E tu devi essere in grado di dimostrarlo ogni santo giorno. Soprattutto se sei un blogger aziendale, un copywriter o un content editor che scrive per i propri clienti.

Web Writer professionista

Per la gestione del tuo blog/diario puoi anche permetterti qualche svista o di farti sfuggire un refuso: i tuoi lettori non ne avranno a male se scrivi inviece al posto di invece. Amano i tuoi post, ti seguono, ti leggono e sono disposti a perdonarti una vocale in più, una in meno o addirittura po’ con l’accento.

Ma non puoi essere approssimativo o distratto se sei un web writer professionista. Motivo? Rischi di perdere clienti e di non conquistarne nuovi. E non tanto perché il CEO dell’azienda x può leggere i tuoi strafalcioni online e decidere di non affidarti la cura del suo blog aziendale.

Molti nemmeno fanno caso ai tuoi pasticci grammaticali o sintattici. Il rischio maggiore – se sei freelance capisci di cosa sto parlando – è fare una pessima figura davanti al tribunale dei tuoi colleghi.

Ovvero quelli che possono da un momento all’altro passarti un cliente perché apprezzano le tue abilità, ti stimano e sanno di poterti affidare un lavoro senza temere figuracce. E quelli che possono chiederti un guest post da inserire nel loro blog. Senza dimenticare quelli che ti correggono in pubblico.

Insomma, occhio ai refusi e a una revisione perfetta se vuoi lavorare nel mondo del Blogging, dell’inbound marketing e del copywriting. Occhio perché tutti ti tengono d’occhio.

Scrivi in modo semplice

Lo ammetto subito. Io appartengo alla categoria dei Grammar Nazi. Per molti è un difetto di spocchia, per altri e per me equivale a rispettare la lingua italiana. Quindi i lettori.

Sia chiaro: le contaminazioni linguistiche mi fanno impazzire e sono una sostenitrice degli ibridi italiano-dialetto. Quando è possibile li uso nei testi. Ma tutte quelle storie su “Non usare il congiuntivo, tanto la gente quando parla non lo usa” a me fanno andare in bestia. Il perché te lo spiego all’istante.

È noto il principio secondo cui la scrittura sul web deve essere semplice. Il lettore deve comprendere al volo cosa gli dici, non si deve stancare leggendoti e deve cogliere immediatamente il senso del tuo messaggio. Senza dizionari alla mano e senza consultare un traduttore aziendalese-italiano. Se non rispetti questo principio, tempo due righe di post e il tuo lettore è volato via.

Mi scuso per la lunghezza della mia lettera, ma non ho avuto il tempo di scriverne una più breve – Blaise Pascal

 La regola aurea in questo caso è: scrivi in modo semplice per essere compreso. E siamo d’accordo. Ma cosa vuol dire scrivere in modo semplice? Comporre testi pensando che ti stia leggendo un analfabeta? No. Redigere testi pensando che ti stia leggendo un ignorante? Nemmeno.

Vuol dire rispettare le norme della leggibilità. Frasi brevi, pochi incisi e nei punti giusti, se possibile zero parentesi, forme attive al posto di quelle passive, limitare al minimo il gerundio. Dunque, caro web writer professionista, per essere leggibile devi evitare errori o refusi.

Per essere leggibile devi saper scrivere in italiano. Punto. Un ignorante non si accorge dei tuoi errori, chi sa scrivere sì. Quindi, è sempre bene curare la forma dei tuoi articoli con la dovuta attenzione. Ecco qualche consiglio prezioso per evitare il refuso accidentale.

Errori e refusi accidentali: come la mettiamo?

Una volta stabilito che un contenuto di qualità è quello che rispetta anche una forma curata e che bisogna puntare sulla leggibilità del tuo articolo per conquistare e fidelizzare i lettori, vediamo come evitare errori e refusi accidentali. Perché capitano, lo sai bene. Vuoi per la fretta, vuoi per stanchezza, vuoi per un po’ di ignoranza. Nessuno è perfetto, nemmeno il web writer professionista.

La mia fase di revisione dei testi segue questi step. In realtà è sempre migliorabile, tant’è che spulcio blog, siti e gruppi di discussione per carpire consigli e pareri. Ma intanto questo è al momento.

1. Controllo ortografia e grammatica con Word

Uso Word quasi in ogni occasione. Per i testi dell’Email Marketing, per quelli delle landing page, quelli degli e-book da convertire poi in Pdf o in Slide e quelli per i blog – quando non li scrivo direttamente su WordPress. In questi casi mi viene comodo il Controllo ortografia e grammatica di Word.

Questa opzione mi notifica refusi, la ripetizione di una parola nella stessa frase, errori di punteggiatura, frasi incomplete, mancate concordanze, parole da sostituire perché obsolete, la presenza di congiunzioni a inizio frase e molto altro.

Ovviamente puoi ignorare il suggerimento se sei sicuro di voler mantenere il testo così come lo hai scritto. Ma puoi anche inserire un termine nel dizionario in modo da non averlo più in notifica come errore (tra i tanti, l’ho fatto con Feedly, così ora non mi chiede più di sostituirlo con fedele).

Per utilizzarlo devi entrare nel pannello Revisione del tuo documento Word aperto, cliccare su Controllo ortografia e grammatica e ti si apre la finestra del correttore. Attento, può ignorare un errore se la parola digitata male ha comunque un significato corretto. A me è capitato con solido al posto di solito. In questo caso nessun correttore è meglio dei tuoi occhi.

2. EdOra e Word Filter Plus di WordPress

Nel caso tu scriva sul CMS WordPress, puoi installare un plugin per la correzione automatica degli errori di ortografia. Word Filter Plus, infatti, ti corregge in automatico maiuscole e minuscole, parole e parti di parole se lo imposti per queste funzionalità.

Puoi scegliere di procedere con la correzione dopo aver pubblicato il post o mentre lo scrivi. Il consiglio: scegli la seconda opzione, così puoi rileggerlo e verificare che tutto sia a posto prima di passarlo online. Un altro tool utile per controllare i testi e trovare ripetizioni: EdOra.

3. Leggere, rileggere e ancora leggere

Per la revisione dei tuoi contenuti puoi usare plugin e correttori automatici, ma nulla vale più dei tuoi occhi. Una volta completato un articolo, lo rileggo online una prima volta per correggere refusi, errori di concordanza e parole straniere. Poi lo stampo e lo rileggo per l’editing, quindi sto attenta al significato dei termini usati e verifico se le frasi girano nel modo giusto.

Successivamente leggo a voce alta, per rendermi conto del ritmo dei periodi. Questa fase per me è essenziale, perché è qui che mi accorgo se le frasi e le costruzioni sintattiche sono troppo lunghe.

Il fiato mi manca e una frase non riesco a leggerla? Allora è il momento di tagliarla o di eliminare tutto quello che è superfluo per la comprensione del suo significato. Via giri di parole, metafore inutili, incisi che non aggiungono valore al contenuto e ogni ornamento retorico superfluo.

Quando sono su WordPress, invece, ho l’abitudine di rileggere l’anteprima. Non ho ancora trovato una spiegazione, ma nel corpo dell’anteprima scovo refusi ed errori con molta più facilità.

Per approfondire: 10 trucchi per migliorare il tuo proofreading.

4. Chi cerca trova

Conosci i tuoi errori? Hai un refuso che ti perseguita? C’è un intercalare da eliminare? Usa la funzione “cerca testo” nella pagina web: prima di pubblicare cerca l’errore ridondante. E se hai un dubbio, se non sai come si scrive una parola, non tentare la sorte: cerca la soluzione su un dizionario online.

Buoni consigli per rileggere i testi

Un metodo spartano usato da molti correttori di bozze è la rilettura a ritroso parola per parola. Si tratta di prendere il testo e leggerlo tutto partendo dalla fine. L’enorme vantaggio di questa tecnica è che ti costringe a puntare l’attenzione su ogni termine, articolo, preposizione, accento e apostrofo.

Difficilmente ti scapperà un refuso. Ma io la trovo noiosa e stancante.

Provata una volta, ho capito subito che non faceva per me. Ciò non vuol dire, però, che non si adatti alle tue modalità di lettura e per questo ti consiglio di sperimentarla almeno una volta.

Web Writer professionista

Mai revisionare di sera. Per me è sempre stato un lavoro inutile. A meno che tu non scriva solo per 2 ore durante la giornata e poi esci a passeggiare per un intero pomeriggio, sei talmente stanco che la mancanza di concentrazione e la vista affaticata non ti permetteranno di perfezionare i tuoi articoli.

Qualcuno, non so se per prendermi in giro o cosa, mi chiama spesso occhio di lince. Solo che di sera, dopo 10 ore davanti allo schermo, divento occhio da pesce lesso. Quello un po’ a mezz’asta, sai?

Se al calar del buio hai ancora un po’ di forze, metti giù le bozze per un nuovo articolo, cataloga i link che ti serviranno per sviscerare meglio l’argomento, cerca fonti utili per il blog. Ma non revisionare. Meglio svegliarsi un’ora prima la mattina, e con occhi e mente freschi rileggere tutto.

La soluzione ideale: avere qualcuno che revisioni il testo al posto tuo. Un amico, un collega, la fidanzata. Insomma, un paio d’occhi estranei non coinvolti e che abbiano la distanza necessaria per fare uno screening obiettivo del tuo articolo. Come suggerisce anche Valentina Falcinelli:

“Fai più giri di bozze, ma non farli tutti tu. In caso di prodotti editoriali cartacei, rivolgiti a un correttore di bozze professionista; in caso di prodotti editoriali digitali, affidati a un bravo copywriter/correttore. Se l’articolo lo scrivi tu, fallo leggere anche ai colleghi: due paia di occhi is meglio che one”.

Web writer professionista o amatoriale: cosa scegli?

Hai da poco aperto il tuo blog e hai intenzione di diventare un web writer professionista. In rete troverai molti tutorial, consigli e post dettagliati su questioni essenziali per i tuoi contenuti di qualità.

Puoi approfondire le norme SEO, quelle per una perfetta formattazione dei testi e altre sulle headline efficaci. Puoi trovare i migliori plugin e i siti con ottime immagini gratis, ma ripeti insieme a me: la differenza tra un web writer professionista e un dilettante sta anche nel buon uso dell’italiano.

E nella leggibilità dei suoi post. Credi di poter sopravvivere nella giungla del blogging aziendale e del content marketing ignorando la forma dei tuoi articoli? Dimmi se pensi di avere già tutte le carte in regola o se hai ancora qualche problema con la revisione e i refusi. Lasciami un tuo commento e aggiungi pure i tuoi consigli per scrivere come un web writer professionista.

libro blogging

Nadia Merlo Fiorillo

Filosofa per indole e per laurea, web writer per caso e per lato b, pubblico anche recensioni musicali per passione, ma non chiamatemi giornalista. Napoletana adottiva e guai a chi mi tocca Partenope, scrivo scrivo scrivo un po’ per mestiere, un po’ per divertimento. Quello degli altri e pure il mio. Ecco il mio profilo LinkedIn.

16 Comments

  1. Nadia articolo interessantissimo.
    Ricco di informazioni e soprattutto attento alla forma.
    Ho riletto me stesso in tutti i punti che hai elencato… la mia grande paura lo ammetto… amo raccontare e raccontarmi ma non sono uno scrittore e la mia maggior pecca è la distrazione oltre ad essere un ex-dislessico…hahaha ! però scrivere è una cosa bellissima rilassante e ti “circoscrive” i momenti relegati a questa bellissima passione. Grazie

    • Ciao Enrico, ti capisco perfettamente. Sai cosa? In passato avevo un problema: scrivevo “propio”. Non riuscivo ad abituarmi alla giusta forma. A causa della mia R moscia. Poi, a suon di minacce da parte della mia professoressa di italiano…

    • Ciao Enrico, qualcuno su Fb ha appena detto di aver trovato due refusi! Ho riletto il post due volte e ora ho chiesto aiuto, perché non li vedo.
      Cosa significa questo? Che se vuole, quel maledetto di un refuso ti frega sempre :D.
      Ma c’è una bella differenza tra una distrazione e uno strafalcione, quindi vai tranquillo: continua a scrivere, soprattutto se ti fa stare bene ;-).
      Grazie mille a te per il commento.

      • Il refuso è micidiale. A volte rileggo una frase 3 volte e non lo trovo. Ma esiste una tecnica di concentrazione per individuare questi errori? Non so, qualcosa di specifico…

  2. Ottimi consigli!
    La “consulenza esterna” di una persona amica, in particolare, è l’ideale per scovare gli errori più insidiosi quali discordanze o ripetizioni.

    • Andrea, per le ripetizioni hai provato rileggendo a voce alta? Io me ne accorgo così. In questo caso il suono lavora meglio della vista. E lo fa anche con certe assonanze cacofoniche. Quando le sento vado di sinonimi, ché non le sopporto 🙂

  3. Appartengo anche io alla categoria dei “Grammar Nazi” e sono d’accordo con te nella premessa. Purtroppo il refuso a volte scappa ci sta poco da fare. La tecnica che io adotto (soprattutto quello di word) è scrivere l’articolo che devo pubblicare un paio di giorni prima e rileggerlo quando è passato un po’ di tempo. Quasi sempre trovo errori e refusi che mi erano sfuggiti.

    • Ciao Rod, sono d’accordo con te. Potendo, rileggere dopo un paio di giorni aiuta molto a pescare il refuso saltato. Ma ci sono anche testi che vanno consegnati con urgenza. In quel caso che fai?
      Poi non si tratta solo di refusi, ma di scovare veri e propri errori. Immagino venga anche a te il gelo agli occhi e una paralisi facciale quando leggi in giro “fà in fretta……hai solo un’altro mese per approfitare della nostra offerta”. Giusto? 🙂

  4. E infatti anche stavolta è partito il refuso :))) “Volevo scrivere la tecnico che io adotto (oltre, non soprattutto, a quella di Word) è…”. Fortunatamente io urgenze non ne ho perché in pochissimi casi scrivo per conto terzi e, in quel caso, comunque so i tempi. In quei casi rari faccio rileggere il testo a qualcuno di esterno che scova sempre qualcosa che a me era sfuggito.

    • Nel nostro campo si dice: “Fai leggere a un amico, o meglio ancora: a un nemico”. Perché una persona ostile cercherà qualsiasi punto per attaccarti. una volta superata la prova del nemico sei pronto per andare online.

  5. Standing ovation per il “…appartengo alla categoria dei Grammar Nazi”. E’ comunque un bene l’essere precisi nello scrivere, è veramente fastidioso leggere post con grossolani errori di grammatica o ricchi di frasi sconclusionate. Più “Grammar Nazi” ci sono, più possibilità avremo di leggere contenuti scorrevoli e piacevoli in futuro. Riccardo complimenti per il blog e buon lavoro,

    • Mi ero persa il tuo commento. Grazie mille, Max.
      Ma intanto, visto che sei un esperto in materia, se hai da aggiungere uno dei tuoi preziosi consigli può solo far piacere 🙂

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