Cos’è un influencer e cosa fa

C'è gente che decide di diventare influencer a 89 anni, lo sai? Ma cosa significa questa parola? Qual è il suo significato in italiano? C'è una definizione? Continua a leggere la guida.

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L’influencer è una persona che ha coltivato una community attraverso un social media ed è riuscito a ottenere una visibilità tale da diventare interessante per le aziende che vogliono farsi pubblicità in una nicchia. In questo modo viene pagato.

influencer
Un buon esempio di personaggio famoso.

Come controparte deve pubblicare contenuti sponsorizzati, ma non semplici pubblicità: ciò che contraddistingue l’influencer è la sua capacità di pubblicare un flusso di contenuti sempre interessanti, che non interrompono la narrazione.

Cos’è un web influencer: definizione e spiegazione

Una persona che ti aiuta a fare inbound marketing. Spesso le aziende vogliono un supporto per sfruttare la forza del passaparola attivato grazie a una persona ammirata, rispettata, seguita. Questo aiuto può arrivare da un influencer, un individuo in grado di veicolare il pubblico di un determinato settore. E lo dico subito: non c’è niente di male nel lavorare con un influencer. Devi solo rispettare le regole e giocare pulito, questo vale per le aziende online che vogliono fare promozione e per chi vuole seguire la strada dell’influencer marketing.

Da leggere: come aprire un blog e monetizzare

Codice etico influencer, trasparenza, endorsement

L’influencer marketing è pubblicità quindi deve essere trattata come tale. Non puoi far passare un endorsement (sostegno esplicito) come scelta indipendente altrimenti stai imbrogliando il pubblico. La natura pubblicitaria deve essere chiara ed evidente.

Anche oltre i classici hashtag Instagram #adv, #ad, #sponsored, #paid o #partnership. Come sottolinea anche la FTC (Federal Trade Commission) spesso non è sufficiente perché un semplice hashtag #ad si perde e non si nota in 30 etichette.

Instagram impone lavorare con il programma partnership che mostra chiaramente per ogni foto l’azienda con la quale si collabora. In generale, l’importante è segnalare la natura pubblicitaria del contenuto su Facebook, Instagram o qualsiasi altro social.

post sponsorizzati instagram
Esempio di partnership su Instagram.

Se lavori su blog di influencer devi usare il nofollow nel collegamento che punta al sito. In questo modo perde tutta la rilevanza SEO ma se non lo fai rischi di incorrere in una penalizzazione da parte di Google che non ammette link a pagamento.

Come sono nati gli influencer nella pubblicità online

Possiamo dire che questa tendenza è stata solo ripresa dalle vecchie tecniche pubblicitarie. C’è sempre stata la tendenza, prima ancora dell’avvento di radio e televisione, di usare personaggi noti per pubblicizzare il pubblico.

Ma si può affermare che il concetto di influencer nasce nel momento in cui, anche su internet, si mette da parte l’interruption marketing per lavorare sull’inbound.

Vale a dire la possibilità di farsi trovare quando le persone hanno bisogno di te. L’azienda abbandona il banner o lo spot. Come puoi notare da questo grafico di Moz, l’influencer outreach (ricerca) rientra tra le attività di inbound marketing.

Inbound marketing
Varie tecniche per raggiungere l’obiettivo.

L’influencer rientra nelle tecniche di promozione che consentono a chi fa pubblicità online di raggiungere il potenziale cliente con qualcosa di utile. E se questa tecnica non viene intesa così, ma si cerca solo un modo per trovare visibilità, forse stai sbagliando tutto. E dovresti tornare al classico concetto di interruption marketing.

Quali caratteristiche del micro (nano) influencer

Come diventare influencer e guadagnare soldi online? Questa è la domanda che spesso vene rivolta a chi lavora nel settore. Spesso la base di partenza è piuttosto banale: devi aumentare i seguaci, i follower. Perché in questo modo dimostri la tua portata, il raggio d’azione, la notorietà. Più persone ti seguono e meglio è.

In realtà non è così, c’è il fenomeno dei nano influencer. Sto parlando di contatti che hanno pochi fan ma un alto tasso di engagement tra un pubblico verticale.

Quindi si posiziona su una nicchia, un pubblico specializzato e che non lascia entrare facilmente influencer nella propria cerchia. Non è un pubblico generalista.

Non spari nel mucchio: parli con persone esperte che si fidano solo di personaggi simili. Quindi competenti, capaci di dimostrare sul campo la propria appartenenza.

Quanto costa un micro-influencer ai brand?

I vantaggi di un nano influencer sono chiari: in primo luogo ha un prezzo inferiore per l’azienda (fonte in alto), poi riesce a ottenere dei risultati per cui è inutile avere un gran numero di seguaci. A volte non è necessario aumentare i follower su Instagram per diventare un personaggio capace di guadagnare con la visibilità.

Come diventare influencer: Facebook e Instagram

L’influencer è quell’individuo legato al un universo che può fare cose fantastiche che tu non puoi fare. Perché ha il pubblico dalla sua parte che ha deciso di investire nelle sue capacità di content creator/curator su Instagram, Facebook, blog e altro.

Ma come si diventa influencer? Non di certo acquistando follower su Instagram, questo è chiaro. In primo luogo devi avere un’idea, una storia da raccontare. Pubblicare i tuoi contenuti è il secondo passo, ma ricorda di usare tutto ciò che serve (tipo gli hashtag) per raggiungere le persone giuste. Poi c’è l’interazione.

Oggi il modo migliore per entrare nel giro degli influencer è creare una community. Anche piccola ma fedele. Per questo è importante lavorare sui commenti. L’argomento è abbastanza ampio, ti consiglio di approfondire con questa guida.

Come individuare, trovare e contattare influencer

Ci sono tanti modi per scovare un influencer ma non tutti sono adatti al tuo scopo. Devi scartare, in primo luogo, quelli che non riguardano il tuo target e poi quelli che non vuoi/puoi raggiungere. Cosa significa questo ragionamento?

Molto semplice. Dai uno sguardo allo schema di Gianluca Diegoli: sotto all’asse orizzontale ci sono i mendicanti, quelli che hanno un potere basso nei confronti del pubblico, mentre sopra all’asse orizzontale ci sono gli influencer più difficili.

Come conquistare l'attenzione degli influencer
Qual è il professionista adatto a te?

Obiettivo? La via di mezzo. Non devi accontentarti dei mendicanti, ma non devi neanche puntare troppo in alto: difficile raggiungere i VIP quando non sei nessuno. Meglio puntare a chi sta uno scalino sopra: è sicuramente vantaggioso per te, ed più facile da raggiungere. Ma come si individuano questi influencer di mezzo?

ToolA cosa serve
BuzzooleFinder per trovare contatti utili.
CisionCreare campagne per marketing di influenza.
MentionTrova influencer che citano un tema.
OnalyticaEffettua ricerche nei database.
TweetreachIndividua gli influencer su Twitter.
BuzzstreamIndividua influencer da database.
KlearInfluencer Marketing Software completo.
GrouphighMotore di ricerca per trovare contatti.
BrandwatchMonitoraggio brand sui social media.
HootsuiteIndividua e segue contatti su Twitter.

Questa è solo una selezione dei migliori tool per fare influencer marketing. Però ho deciso di approfondire l’argomento puntando l’attenzione su due strumenti.

Tool per trovare ambassador: Buzzsumo

Per individuare le persone giuste devi usare degli strumenti. Io ne uso diversi per migliorare le varie fasi indispensabili e trovare gli influencer. Quello che ha rivoluzionato il mio mondo è Buzzsumo che sintetizza in una schermata tutte le persone che hanno condiviso un contenuto. E che potrebbero essere utili.

Lo trovo un ottimo tool per trovare influencer anche perché ordina le persone in categorie attinenti al mio lavoro: giornalisti, blogger, influencer, aziende, utenti medi. In questo modo puoi sfoltire la massa e trovare solo chi ti interessa.

buzzsumo influencer
I risultati di Buzzsumo.

Vuoi parlare con i blogger perché possono far comodo al tuo progetto? Eccoli. Vuoi puntare ai giornalisti o agli influencer? Devi solo seguire le etichette. In ogni caso puoi trovare qualcosa di simile anche in un altro tool che porta il nome di Talkwalker.

Analizzare e selezionare: Followerwonk

Followerwonk è decisivo. Questo tool, infatti, è perfetto per ottenere tutte le informazioni necessarie per valutare un determinato account: il fatto che condivida contenuti vicini al tuo universo professionale non vuol dire che sia adatto o utile.

Con Followerwonk puoi analizzare i follower delle persone che ti interessano: questo tool ti permette, ad esempio, di ottenere la provenienza geografica dei follower, le ore di maggiore attività, il numero dei follower, la frequenza dei tweet.

social authority
La social authority dei miei contatti Twitter.

Ora devi mantenere sotto controllo gli influencer: puoi creare una lista Twitter da monitorare con Hootsuite e di inserire blog in una cartella del feed reader.

Contattare influencer: come ingaggiare il blogger

Sai cosa è un influencer, hai capito chi contattare e quali strumenti utilizzare per individuarli. Hai le liste, hai i contatti. Ora devi interagire con i nomi.

Io preferisco parlare con le persone, per questo ho suggerito di osservare la regola dell’influencer di mezzo: i VIP non hanno tempo/voglia di parlare con uno sconosciuto. Con chi condivide il tuo campo ci sono più possibilità di interagire.

comunicazione con influencer
Crea un dialogo con con gli ambassador.

Come nascono le interazioni? In modo spontaneo, rispondendo a una domanda o inserendo la propria opinione in una conversazione. Magari selezionando un contenuto e citando con una mention un contatto che sicuramente sarà interessato.

In questo modo stai dando un servizio utile, ma è giusto rispolverare i principi del comment marketing: ti lascio una serie di punti che ti faranno comodo.

  • Lascia interventi significativi.
  • Evita il sarcasmo.
  • Non pensare subito a condividere link.

Questo punto è importante. L’interazione non deve essere diretta a far passare subito un link al blog. Questo vale per il comment marketing, ma anche per la creazione di un rapporto con gli influencer. Tutto questo è utile ma non sufficiente, lo sai?

Contattare le persone via email

Dopo aver individuato i nomi giusti per la tua attività devi contattarli con un’email per proporre una collaborazione. Quanto guadagna un influencer? Dipende da molte situazioni ma in questa fase non devi andare per forza verso questo punto.

All’inizio puoi chiedere informazioni e disponibilità alla collaborazione e solo in un secondo momento parlare di compenso. Attenzione, non devi fare spam ma farti conoscere come persona adatta al progetto che il tuo contatto sta portando avanti. Un influencer è tale perché sa scegliere, sa evitare contatti e contenuti inutili.

Da leggere: come guadagnare con un blog

Hai lavorato con l’influencer marketing su internet

Cosa significa influencer? La risposta la trovi in questo articolo: capire i bisogni, scoprire i nomi e iniziare la conversazione: la mia esperienza si riassume in questi punti. La tua, invece? Lascia opinioni, domande, riflessioni e idee nei commenti.

17 COMMENTI

  1. Io all’inizio ho usato una tattica molto meno complessa ed elaborata: ho messo un po’ da parte la mia timidezza digitale (quella di persona, poi, è così spessa che si può tagliare anch’essa con un grissino). Non conoscevo Buzzsumo e Followerwonk 🙂

  2. ciao, post interessante! followerwonk lo conoscevo ma buzzusmo no. su quest’ultimo avrei una domanda, ma sulla base di cosa definisce un utente influencer?

    • Immagino che incroci una serie di dati rispetto alla rilevanza di un contatto per un determinato topic.

  3. Ciao Riccardo,
    articolo di qualità come sempre. Concordo pienamente con il metodo da te suggerito e aggiungo un passaggio, che spesso mi ha permesso di non fare brutte figure: chiedersi se si ha qualcosa da dare all’influencer. Mi spiego meglio. Superare la timidezza è fondamentale ed iniziare un dialogo con un influencer (come con un utente normale) è solo il primo passo. Più difficile è capire quando e cosa eventualmente suggerirgli, affinché possa essere interessato a ricondividerla o spendere qualche parola in nostro favore. Personalmente cerco sempre di vedere l’aiuto di un influencer come un modo per fornire comunque un supporto all’utente, dando rilevanza a contenuti che credo possano essere utili peimw a chi legge e poi a me che li ho scritti.

    Che dici, ho una visione un po’ troppo naif della questione? 😉

    • Certo, l’influencer non è un essere soprannaturale che tutto sa. Se riesci a essere utile all’interlocutore, non solo una persona che domanda ma una fonte di informazione, sei sulla buona strada.

  4. grazie della citazione. Buzzsumo è interessante, ma credo funzioni bene solo per il mercato americano. per l’Italia preferisco ancora l’hand picking, anche se magari buzzsumo può fare da suggeritore magari di influencer che non conoscevi. ciao

    • Ciao Gianluca,

      Figurati. Il lavoro manuale è quello che fa la differenza. Basare tutto su buzzsumo? No, il lavoro duro si fa account per account, a mano. Come dici tu.

  5. Ciao Riccardo,
    ho provato ad entrare in buzzsumo, ma come si fa ad utilizzare al meglio?
    E’ la prima volta che lo vedo e non ci capisco molto ;(
    garzie
    un saluto
    Elisabetta

    • Ciao Elisa, ti consiglio di leggere questo articolo di webhouse http://www.webhouseit.com/buzzsumo-tool-per-web-writer-social-media-manager/ e poi questo del tagliablog http://blog.tagliaerbe.com/2014/09/creare-blog-monetizzare.html

  6. Grazie per il tuo articolo, lo trovo interessante e molto diretto. Anche se è molto tempo che è pubblicato lo ritengo ancora da esperienza molto utile. Continuo a leggere ed informarmi sugli aspetti legati a chi influenza in positivo il web con il loro lavoro. Ti ho aggiunto alla lista dei blog da seguire. Buon lavoro.

    • Grazie Luca. Conquistare l’attenzione degli influencer non è facile, dobbiamo lavorare sodo su questo punto 🙂

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