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Come diventare copywriter

Il copywriter è un professionista che scrive i testi di una pubblicità, di un annuncio, di una pagina web. Ma anche delle trasmissioni radiofoniche e degli spot televisivi. Può lavorare in un’agenzia pubblicitaria o essere freelance, collabora con l’art director. Ovvero la figura che si occupa delle immagini, o più in generale del visual. Ma come diventare copywriter? Già, tutti vogliono la soluzione alla domanda.

Tutti – o almeno tutti quelli che andavano male in matematica e bene in italiano come me – vogliono la risposta a questo enigma. Un enigma che resta per molti un mistero: le strade per diventare un professionista della scrittura sono sconosciute. O almeno non sono chiare ai più.

come diventare copywriter

Perché la strada per diventare avvocato è chiara: ti laurei, fai una quantità infinita di anni come tirocinante in uno studio, superi l’esame e sei a cavallo. O almeno così dicono. Stesso discorso vale per i commercialisti o per i chirurghi. Ma anche per gli psicologi, per dirne una.

Ovviamente sto scherzando. La strada è in salita per tutti, soprattutto oggi. Ma io rifletto il mio circuito professionale e spesso, molto spesso, mi fanno questa domanda: come diventare copywriter? Come si trasforma la passione per la scrittura in un lavoro? Bella domanda. Posso dare una risposta?

Chi è il copywriter?

Ovvio, quello che si occupa del copyright di un sito. Tutte quelle leggi, quelle norme: c’è bisogno di un professionista, di una persona specializzata in questo settore. Mi stai odiando, vero? 😀

Il copywriter è quella figura professionale che mette a disposizione la propria scrittura. Troppo generica come definizione? Il copywriter è quel professionista che si occupa di slogan, payoff, body copy, naming, headline. Di solito lavora in un’agenzia pubblicitaria e scrive testi.

Quindi è un giornalista? No.

Allora è uno scrittore? No.

Scrive canzoni? Nemmeno.

Scrive i biglietti dei Baci Perugina. No (o almeno non credo).

Come suggerisce anche Un Posto al Copy, il copywriter scrive poco. E pensa molto. Il suo compito: comunicare l’aspetto fondamentale di un prodotto o di un servizio attraverso le parole giuste per un determinato target. Bene, non sono mai stato bravo con le definizioni. Andiamo avanti?

Perché tutti vogliono diventare copywriter?

Mi viene in mente il meme (fonte) che rappresenta una professione in base all’immaginario degli amici, della famiglia, della dolce metà. E infine c’è il bagno di realismo che rompe la magia.

come si diventa copywriter

Il copywriter ha un fascino innegabile. Lavora con le parole, e le parole sono il primo motore della nostra vita. Tutto ruota intorno alle parole. In principio era il verbo, così inizia il Vangelo di Giovanni: logos, parola, discorso. Impossibile resistere al fascino del copywriter.

Filosofia a parte, un esercito di giovani penne punta a questo ruolo: creativi, neolaureati, appassionati di scrittura aspettano l’occasione giusta per diventare copywriter. Ma quando arriva? E come cercarla questa famosa svolta? Ma soprattutto: come diventare copywriter?

Come diventare copywriter con i fiocchi

La mia opinione è semplice: scrivere tanto, fare formazione ed esperienza sul campo. Magari in una buona agenzia. Diventare subito copywriter freelance è un obiettivo duro, difficile da raggiungere. Ma ci sono delle condizioni di base? Tutti possono diventare copywriter?

Non lo so. Ma posso dirti qual è la condizione essenziale: avere una cultura ampia, non limitata al proprio campo. Tutti sanno scrivere, ma non per questo tutti possono fare questo lavoro. Come diventare copywriter: passo la parola a Valentina Falcinelli di Pennamontata.

come diventare copywriter

C’è una frase, letta sul sito del governo inglese, che mi ha colpita: “Non basta saper fare i conti per essere un contabile; non basta saper scrivere per essere un copywriter”. Niente di più vero. Per diventare copywriter non è sufficiente saper scrivere: altrimenti tutti saremmo dei copy. È pur vero, però, che un copywriter deve saper scrivere. E bene, pure.

Chiunque voglia intraprendere la strada del copywriting deve quindi scrivere. Sempre, ogni giorno. Tanto, di tutto. Deve scrivere poesie, tenere diari segreti e scrivere, ancora e ancora. E deve leggere quello che scrivono gli altri, cercando di cogliere le sfumature di ciascuna penna. Questo è il primo passo di un lungo percorso. Io, almeno, ho iniziato così: scrivendo.

Un copywriter, poi, deve essere creativo. Deve giocare con le parole e le idee, senza innamorarsi troppo però di calembour e frasette a effetto. La creatività non si insegna, ma si può coltivare. Per iniziare può aiutare creare degli adv fake e metter su un portfolio. Magari con l’aiuto di un grafico che lo metta “in bella”.

Dopo una densa e instancabile auto-formazione, che si consuma tutta (e non si consuma mai) su carta, tastiera, post-it e libri (di altri), un corso di formazione può aiutare a far chiarezza e fissare un metodo. Come sceglierlo? Prima di tutto cercate le informazioni più importanti. Che storia ha la scuola? Ha buoni feedback? Ha una pagina Facebook attiva? Chi sono i docenti? Sono attivi sui social? Per chi lavorano? Insomma, cercate di capire la qualità offerta a partire dalle informazioni su scuola e docenti.

Poi guardate il programma del corso: durata, presenza di esercitazioni, materiale extra, possibilità di stage post-corso etc. Come costi, un buon corso della durata di 8 ore in media ha un prezzo di 300/400 euro. Su Roma consiglio i corsi DoLab School: rispecchiano appieno le caratteristiche che un buon corso dovrebbe possedere.

Ci sono anche scuole con corsi lunghi, tipo quelli IED o Business School Sole24 Ore, anche questi validi. La formazione è sempre fondamentale, qualsiasi sia il grado di seniority. Jobs diceva bene: “Stay hungry”. La fame di conoscenza non dovrebbe mai, mai mancare.

Per finire, lasciatemi dire che non esiste un percorso predefinito per diventare copywriter. Non dovete farvi ingabbiare in procedure preconfezionate, ma seguite la vostra fame di creatività e inchiostro. Un ultimo consiglio: siate sempre umili, motivati e preparati. E non affibbiatevi etichette prima del tempo.

Copywriter ci nasci o ci diventi?

La formazione è un aspetto fondamentale. Ma quando qualcuno mi chiede come diventare copywriter io lascio sempre un po’ di spazio alla propensione personale. Alla propensione del singolo. A un desiderio ancestrale legato alla formazione, ai desideri, ai sogni.

Come diventare copywriter? Studiando, leggendo, scrivendo. Ma anche seguendo la propria passione come suggerisce Beatrice Niciarelli, copywriter freelance e cuore pulsante di Webhouse.

beatrice niciarelli copy

Potrei dirti che si diventa copywriter studiando molto e facendo pratica su pratica (tutto vero). Potrei dirti anche che lo si diventa imparando dai migliori, osservandoli lavorare e rubando con gli occhi (tutto vero anche in questo caso).

Ma c’è un punto su cui vorrei fermarmi: chi fa questo lavoro ha una passione dentro che lo spinge a diventarlo prima ancora di capire che lavoro sia. Un po’ ci nasci, un po’ ci studi sopra. Quando si è piccoli, difficilmente si risponde “Il copy” a chi chiede che lavoro si vuol fare da grande. Però spesso si risponde “Lo scrittore”.

Ecco, in questi casi io ci vedo un amore indiscusso per tutto ciò che le parole e la creatività possono generare, un amore che se incoraggiato e portato avanti, può sfociare in quello che oggi è il lavoro più bello del mondo (per me). E forse solo dopo anni di lavoro potrai finalmente definirti un copywriter.

Per approfondire: tariffario copywriter, è possibile definire il prezzo?

Come diventare copywriter?

Passione, formazione, coscienza delle proprie capacità. Aggiungo una nota difficile da mandare giù: limiti personali. I limiti di chi crede che per diventare un copywriter sia sufficiente saper scrivere. Certo, è importante. Ma non è sufficiente. Sei d’accordo? Ho dimenticato qualcosa?

libro blogging

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

24 Comments

  1. Ciao Riccardo!
    niente di più vero! Io mi reputo copy alle prime armi anche perché questo mestiere lo faccio solo da un anno e mezzo e da febbraio l’azienda per cui collaboro mi ha liquidato dicendo: non abbiamo più niente da farti scrivere! Visto che è un anno e mezzo che mi domando sono o non sono una vera copy..da questa scusa mi sono detta: ma come invece c’è molto da scrivere e ci sarà sempre da scrivere! Bene da febbraio il blog aziendale verrà abbandonato, gli articoli verranno fatti fare da una grafica e cosi si arrangeranno. Dai piani alti, ho sentito dire testuali parole: “Che ci vuole a scrivere un articolo, a me basterebbe un’ora per scrivere un capitolo di un libro”, “Il nostro sito aziendale è l’ultima cosa a cui badiamo” e come ultima chicca rivolta a me: “Ma cosa vuoi fare?” -La copywriter (allora per cosa mi avete assunto a fare?). Per questo non mi abbatto e cerco di formarmi ancora e fare quello che non ho potuto fare in questa collaborazione : formarmi e formarmi ancora. No tutti sono portati a fare questo mestiere io ci sto provando poco per volta e vorrei tanto trovare collaboratori che non sottovalutassero ciò che faccio e che facciamo.
    Il Copywriting non è l’arte di arrangiarsi. No e poi no!
    ciaoo!

  2. Bel post Riccardo.
    Per me il Copy dev’essere anche e soprattutto psicologo. Dever riuscire ad interpretare i bisogni ed i pensieri dei clienti, anche quelli che si esprimono a monosillabi e deve poi saperli mettere per iscritto, in un modo che siano si scritti bene ma rispecchino anche le aspettative dei lettori.
    Non è semplice saper accontentare entrambe le parti.

  3. Ciao Riccardo,

    ti seguo da un po’ e questo post ci voleva proprio (meme compreso)! Mi ritrovo al 100% con le descrizioni del mestiere e con la fame di cultura e di cose nuove con cui faccio i conti ogni giorno… e il pezzo è una bella risposta, ovviamente scritta, a chi dice “tanto tutti sappiamo scrivere, bastano 5 minuti di calma!” (auguri)
    Grazie per l’iniezione di positività e buon lavoro 🙂

  4. Bellissimo questo articolo ma, se mi posso permettere una critica, manca la parte intuitiva di questo mestiere. Proprio come ha commentato Paolo il copywriter, che si differenzia da colui che sa scrivere (anche benissimo, a volte) mette al primo posto due figure fondamentali: il committente e l’utente finale. L’errore più grande che può commettere un aspirante copywriter è quello di scrivere “per se stesso”, scrivere come piace a lui, metterr in mostra la propria bravura. La capacità di capire chi si ha di fronte, entrare in empatia con il pubblico a volte è una dote innata……tu Riccardo ci riesci benissimo

    • Ciao Catia,

      Scuso se rispondo solo ora, ma leggendo il tuo commento mi sono ritrovato perfettamente. Mai fare l’errore di mettere da parte il proprio target: per diventare copywriter devi essere in grado di valutare gli aspetti essenziali del tuo pubblico.

  5. Finalmente una chiara spiegazione sul mestiere di copy!
    Grazie per i chiarimenti e i link interessantissimi

  6. Come potete vedere dal mio cognome, non posso non pensare che, forse, nel mio c’è un destino: Ho scritto un libro che mi hanno pubblicato in formato cartaceo e eBook, con i tipi di Europa Edizioni. Il titolo è: Cinicamente Testato- Definizionario indefinibile. Se qualcuno ha voglia di farlo, lo “provi” e mi dica, se posso aspirare a fare il copywriter. Ringrazio Riccardo per l’opportunità e i consigli e anche coloro che vorranno dare indicazioni utili.

  7. Ciao Riccardo e complimenti per il post. Spulcio il tuo blog ormai da un pò di tempo. Ho deciso finalmente di dedicarmi alla scrittura ed in particolar modo alla scrittura per il web. Ci ho messo due anni ad accorgermi che avrei dovuto seguire le mie passioni invece di chiudermi in un percorso di studi troppo tecnico che stavo portando avanti con svogliatezza e mediocrità. Ci tenevo quindi a ringraziarti per tutti i consigli che ho già trascritto sul mio blocco note e per quelli che ancora devo leggere. Grazie

  8. Ciao Riccardo.
    Sono un giovane che ama leggere e scrivere. Ho scoperto da due mesi la professione del copy e vorrei intraprendere questa carriera. Hai qualche consiglio per me?
    Grazie.

    • Ciao Carmelo,

      Il primo consiglio che posso darti: inizia a fare formazione, a seguire dei corsi specifici, e a leggere dei libri sull’argomento. Qualche titolo:

      • The copywriter’s handbook: A Step-By-Step Guide To Writing Copy That Sells di Robert Bly.

      • Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada

      • La parola immaginata. Teoria, tecnica e pratica del lavoro del copywriter di Annamaria Testa

      • Copywriting – Successful writing for design, advertising and marketing di Mark Shaw

      • Le Armi della Persusione , Robert B. Cialdini

      Poi devi iniziare a fare pratica. Devi sporcarti le mani e iniziare a pubblicare qualcosa di tuo. Ti consiglio di aprire un blog e scrivere articoli dedicati al tuo argomento. Così puoi intercettare potenziali clienti.

      • Ciao Riccardo, grazie per i tuoi consigli. Aggiungo “Le parole sono importanti” di Alessandro Zaltron. Alcune regole per scrivere bene.

        • Ciao Lavinia, conosco Alessandro di fama: hai fatto benissimo a lasciare il suo nome in questa lista di libri per copywriter.

    • Ciao Riccardo e ciao Carmelo.
      Mi permetto di offrirti un consiglio in merito ad alcuni testi da leggere (e meglio) studiare, per poi applicare.

      Bada bene che (e mi pare di non averlo letto nell’articolo quindi forse si parla di copy in maniera generica) io mi esprimo solo in merito al copywriting a risposta diretta. Quindi non parlo di copy tipico da spot televisivo o pubblicità (come viene definita) creativa.

      Parlo del copy a risposta diretta, del tipo che vedo usare anche Riccardo sul suo sito e in genere in Italia (e nel Mondo) si sta diffondendo tantissimo grazie a internet.
      In italiano potremmo dire di non aver quasi nulla. Solo 2 testi di Joe Vitale.

      Quindi inizio da qua: (cito solo alcuni dei migliori, ce ne sono tanti)

      – Web Copy di Maria Veloso
      – The Adweek Copywriting Handbook di Joe Sugarman
      -Triggers di Joe sempre (parla dei ganci di persuasione da usare nel copy)

      ***
      – How to write Sales Letters that sell di Drayton Bird
      – The Robert Collier Letter di Robert Collier
      – The Ultimate Sales Letter di Dan Kennedy

      ***
      – The Secrets of Emotional, Hot-Button COPYWRITING di Danny Hatch (questo una figata, lo sto leggendo ora 😛 pieno di teoria e lettere spiegate)
      – Breakthough Advertising di Eugene Schwartz
      – Tested Advertising Methods di John Caples

      ***
      – My first 40 years in Junk Mail di Richard Amstrong
      – How to write Copy that sell di Ray Edwards
      – Advertising Headlines that make you rich di David Ganfinkel

      ***
      Mi sembra siano più che sufficienti.

      Per chi non li ha letti ed inizia la materia consiglio sempre i primi 2.

      Quello di Sugarman è stato il mio primissimo libro.

      “Obiettivo iniziale del lay out dell’annuncio pubblicitario è farsi leggere.
      Poi far leggere il titolo.
      L’obiettivo del titolo è far leggere la prima frase.
      L’obiettivo della prima frase è far leggere la seconda. E così via seguendo uno scivolo scivoloso (traduzione dall’autore) che conduce il lettore nel cuore dell’annuncio…”

      Più o meno questi i concetti iniziali che esprime Sugarman in quel libro.

      Spero di esserti(vi) stato utile.

      Buon proseguo

      • Grazie Mimmo, una lista di libri per copywriter veramente da segnare in agenda. Grazie.

  9. Ciao Riccarco. Aggiungo “Minuti Scritti” di Annamaria Testa. Un libro che di spinge a pensare prima di scrivere.

  10. Ho comprato il primo dei libri: il mestiere di scrivere. Ho aperto il blog su Blogspot.Va bene lo stesso?

    • Ciao Carmelo, io preferisco lavorare su self hosted e non su blog che dipendono da servizi terzi. Però per iniziare può andare. Preparati ad abbandonare questa realtà però…

  11. Il blog dunque sarà solo per iniziare? Va bene, grazie. Mi preparerò per nuovi orizzonti lavorativi.

    • No, Blogger è solo per iniziare. Io uso WordPress self hosted. Questa è la soluzione ideale per pubblicare e scrivere alla grande.

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