19

SEO copywriting: come scegliere e usare le keyword

292 Flares 292 Flares ×

Ok, dobbiamo scrivere per le persone e non per i motori di ricerca. In questo modo i lettori apprezzeranno i contenuti, li condivideranno e ci regaleranno i cari, vecchi link.

seo copywriting

Quando scrivi tutti i giorni per il web è facile equilibrare il testo con le giuste keyword. Ci sono dei lavori, però, che hanno bisogno di un’attenzione in più. Ci sono dei lavori che hanno bisogno di SEO Copywriting. Io mi muovo così:

1. Idee chiare

Quando fai un lavoro di SEO copywriting devi avere le idee chiare. Devi conoscere gli obiettivi e le aspettative del cliente, senza lasciare che l’ansia prenda il sopravvento: in primo piano c’è sempre la leggibilità del testo.

Parla con le persone che hanno commissionato il lavoro, non aver paura di chiedere maggiori informazioni. E cerca di entrare nella mente (immagine theturgroup) di un utente medio: cosa cerca? Quali sono le sue domande? E le sue necessità?

seo copy

2. Raccolta e incrocio

Ora devi trovare le keyword necessarie per fare un buon lavoro di SEO copywriting. Potrei elencare decine di strumenti per raccogliere parole chiave, ma in questo articolo di Giorgiotave trovi i migliori tool da inserire nella barra dei preferiti.

Dopo la ricerca, incrocio i dati per avere risultati ricchi, densi di informazioni. E quando uso AdWords levo la spunta all’opzione “Mostra solo idee strettamente correlate ai miei termini di ricerca” per scoprire nuove combinazioni.

Ehi, sai cosa succede quando esageri con le parole chiave? Prova a indovinare… penalizzazione Google: rischi di incappare nelle maglie del keyword stuffing.

3. Archivio

Hai raccolto le keyword? Crea un foglio di calcolo e archivia risultati. Io uso sempre Google Drive, in questo modo posso condividere facilmente il documento con clienti e collaboratori. Non sei convito? Ti consiglio di dare uno sguardo a questo articolo: Use Google Docs to Manage your Digital Projects.

4. Posizione nella pagina

Io scrivo di getto, non metto paletti alla stesura. Poi lascio riposare il testo, e lo rileggo dopo qualche ora per individuare gli errori. La seconda rilettura è dedicata alle keyword: arricchisco il testo con le parole chiave che puntano all’obiettivo.

Tag title, description e h1 (il titolo della pagina) informano l’utente, anticipano il contenuto della pagina. Nel frattempo inserisco le keyword più importanti. È un lavoro delicato, chi scrive per la carta stampata non ha questi problemi.

ottimizzazione seo

Nel testo punto sempre alle keyword più importanti, alternandole con sinonimi e termini collegati all’argomento. In questi casi le ricerche allargate di AdWords ti danno man forte.

L’esempio di Seomoz è sempre calzante. In una pagina ottimizzata da un lavoro di SEO Copywriting regna la naturalezza, la buona lettura, il testo comprensibile. Non c’è forzatura, non ci sono periodi inutili: c’è solo testo che aggiunge informazioni utili.

5. Link interni e in uscita

I link di approfondimento portano a pagine interne o a risorse esterne. Presta attenzione le risorse da linkare (sono veramente utili al lettore?), e scegli con altrettanta cura le keyword dell’anchor text: deve avere un significato, il lettore deve capire cosa sta cliccando. In questo modo lo capiranno anche i motori di ricerca.

5.1 Articoli utili sull’argomento SEO Copywriting

6. La tua opinione

Poche regole come puoi ben vedere, niente di straordinario. Ma come sempre è la semplicità, attivata nel giusto modo, a dare buoni risultati. Vuoi aggiungere qualcosa alla mia lista? Ho dimenticato un passaggio nella mia guida per fare SEO copywriting? Aspetto la tua opinione nei commenti!

Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.

19 Comments

  1. Io aggiungerei che anche l’URL della pagina deve essere ottimizzata, come hai fatto te, con la keywords “seo-copywriting” che ancora in modo più forte la parola chiave intorno alla quale stai scrivendo.

    Sul titolo: mi è capitato di parlarne ieri in una consulenza (a proposito degli addetti ai lavori della carta stampata che mi hai citato).

    Purtroppo il motore di ricerca è “scemo” come può essere “scema” una macchina. Quindi (come per tutto il testo) la vera sfida del SEO Copywriter è trovare il giusto equilibrio sia per i motori di ricerca che per gli utenti.

    I classici titoli da giornale cartaceo potrebbero non andare bene perché ignorano la parola chiave di riferimento – intesa come istanza di ricerca dell’utente.

    Bisogna sempre chiedersi “in che modo l’utente dovrebbe trovare il mio contenuto?”

    Ad esempio, il Corriere.it (che della SEO se ne può sbattere e controsbattere) titola “Il Papa annuncia: lascio il 28 febbraio”.

    Il trend caldo sui motori di ricerca è la keywords “papa dimissioni”.

    Un buon compromesso potrebbe essere:

    Le dimissioni del Papa: “Lascio il 28 febbraio”

    Così su due piedi :)

    SO che si rischia di perdere il gusto del titolo ma è una sfida in più peraltro inevitabile. Al motore di ricerca però frega poco perché ha le sue regole.

    Pronti ad accettarla :)?

    • Ciao benedetto,

      Sempre attento e sempre mattiniero!

      Bene le keyword nell’URL, mia dimenticanza. Non ho citato questo punto nel post.

      Le difficoltà che noi webwriter troviamo nello scrivere titoli è storica. Oggi ho letto il titolo di apertura de Il Tempo: “Benedetto Uomo”. A me piace, si presta a diverse letture. Poi c’è la fotonotizia, le immagini del Papa che si isola o del fulmine sulla cupola di San Pietro.

      E se avessi usato un titolo del genere sul web? LOL

      Torniamo allo stesso punto: siamo equilibristi. Forse al tuo titolo toglierei articolo e virgolette: Dimissioni del Papa: lascia il 28 febbraio. Quisquilie

  2. I tuoi post sono sempre super utili per noi web writer. È un gran bel riassunto delle buone pratiche di un seo copywriter, a cui va aggiunta quella citata dal SEO Jedi Benedetto.

    Concludo con un “Potere ai lettori”! ;)

  3. Ottima osservazione Benedetto, purtroppo online devi (sempre) pensare per chi stai scrivendo il titolo dell’articolo, motori di ricerca o utenti?

    Probabilmente la scelta è spesso obbligata, dipende se sei un blog conosciuto oppure un piccolo emergente.

    Meglio studiare le keyword per raggiungere un maggior numero di lettori grazie ai motori di ricerca, oppure scrivere un titolo di grande impatto ma che porta pochi visitatori dalle SERP?

    E se è vero che si può scegliere se scrivere il titolo per l’utente o per i motori di ricerca, sono sempre più convinto che l’articolo vada scritto solo per l’utente (e in secondo piano mettere qualche keyword qua e là, ma senza esagerare, proprio come è rappresentato nell’immagine)… come sempre, viva la naturalezza :)

  4. Roberto, infatti la vera sfida sta in questo :D
    Poi dipende sempre l’obiettivo che uno si pone. Quando lavoravo solo in redazioni online, ho visto molto meno naturalezza (e molto più corsa su GNews per pompare i numeri da proporre ai media center) che adesso, ma era in epoca pre-social.
    Ora ci si può permettere di essere più naturali.

  5. Eh sì, i numeri rimangono comunque importanti se si vuole vendere… e i social aiutano, ma fino a che punto?

    Quanto un titolo accattivante può fare la differenza? Sarebbe interessante fare uno split test, prima con titolo ottimizzato per i MDR, poi titolo per i lettori… Io butto l’idea ;)

  6. Dipende l’obiettivo e o il tipo di notizia.
    Cioè le hot news la gente tende spesso a cercare sul web (basta vedere i Google trend) e posizionarsi alti lì , nel breve periodo tira un botto quindi più click, visualizzazioni e di conseguenza dindi.
    Sul social/umano puoi puntare a una viralità intrinseca e poi con Twitter sulle news proprio credo che le carte siano sparigliate.

    • Io la vedo così: la news non ha bisogno di titoli bizzarri. Succede un fatto? Cerco il nome di quel fatto e voglio conoscerne i dettagli. Quindi il titolo è un’icona, semplice, senza giri di parole.

      Articolo dedicato ai plugin wordpress? Qui ti devi inventare qualcosa di nuovo, devi andare nella nicchia. Far capire che nell’articolo c’è qualcosa di nuovo. O di specifico.

  7. Allora,
    sono anni che leggo, scrivo, dico e ascolto cose verissime e sacrosante sul modo di ottimizzare un sito web per i motori di ricerca. Sto in questi giorni concludendo un corso SEO con un allievo che mi ha fatto una domanda che ormai, con la facilità con cui è possibile reperire nozioni sul mio mestiere non mi sorprende più. “Tutto qui?” mi ha chiesto, “allora non è così complicato, si tratta davvero solo di fare questo?”

    Eh, ma tu lo farai quando servirà? Riuscirai a fare queste “semplici” cose quando avrai 5 clienti insieme?

    La cosa più importante che ho imparato nel mestiere della SEO è avere una “solida” cartellina per ogni progetto, con dentro documenti che riportano le specifiche, i link e l’orario di tutte le attività svolte.

    Si, è sufficiente insistere nelle tecniche di base con metodo, cadenza e pazienza analitica.

  8. shhh Francesco.. potrebbero esserci SEO che se ti ascoltano potrebbero ribattere che si tratta di un’arte oscura da applicare in elfico antico *_*

    Sulla cartella per cliente sono d’accordissimo: avere una traccia di TUTTO non è mai una perdita di tempo. Gloria, gloria a Drive e Dropbox!

  9. Quanti amici! Innanzitutto colgo l’occasione per salutare tutti gli amici bellimbusto e non.
    Faccio i complimenti per l’articolo e vorrei aggiungere un approfondimento riguardo le parole chiave.
    Solitamente, una volta individuati gli obiettivi, divido le parole chiave in due liste separate, una lista che conterrà le parole digitate dagli utenti in modo informativo, l’altra lista conterrà le parole chiave digitate in modo transazionale. Cosa vuol dire? Vuol dire che sono due ricerche diverse, in una l’utente chiede informazioni nell’altra è più propenso a fare un acquisto. Quindi in base agli obiettivi da raggiungere, strutturo le pagine (e di conseguenza le keywords) in modo appropriato in modo da rispondere perfettamente alle richieste.

    Aggiungo anche che il collega Roberto Iacono ha creato un post su cosa si dovrebbe fare dopo aver redatto un articolo:
    http://www.robertoiacono.it/lista-cose-fare-dopo-pubblicato-articolo-blog/

    • Ottimo consiglio Antonio, e ottimo anche l’articolo di Roberto che seguo sempre con maggior attenzione. Ti ringrazio, spero di leggere ancora tuoi commenti su My Social Web!

  10. Concordo con l’utente Gaff Marketing (che si firma – nostalgicamente – con una key nel nome ;) ) che una cosa davvero importante è strutturare bene tutti i flussi di lavoro, soprattutto quando si è costretti a “saltare” da un lavoro all’altro, e se pensiamo di dover agire “come se fossimo nella mente degli utenti” (e non dei SE) non è semplice smettere i panni del cliente uno ed indossare con nonchalance i panni dei clienti due, soprattutto quando si cerca qualcosa di intelligente da scrivere. :D

    Complimenti per l’articolo e le immagini. :)

  11. Complimenti per l’articolo e per tutti i commenti. informazioni utili su un argomento a cui mi sto avvicinando ora.

  12. Ottimo articolo, davvero molto interessante e completo!
    Tra i punti analizzati credo che i link in entrata sono sempre molto importanti, nel seo copywriting si tratta di un fattore da tenere ben in considerazione.

    Grazie per l’articolo davvero esaustivo

    Ale (www.sascogroup.it)

  13. Ciao Riccardo,
    ottimi spunti! Conosci la formula WDF*IDF? È una teoria per l’indicizzazione dei documenti che potrebbe avvicinarsi a quella applicata da Google (a lato content). Noi lavoriamo con un tool che sfrutta questo principio per suggerire nuove keywords: conosci l’analisi CRR? Ve la linko :) http://goo.gl/y8cG4Z

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *